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Il tricolore marchio di garanzia

 

Scorrendo le ultime notizie l’occhio oggi mi è caduto su Gerace. Per la precisione mi sono soffermato su un articolo che annunciava la nascita di una lista civica per le prossime elezioni amministrative di quel comune. 

Credo.

Dico credo perché non ho letto praticamente nulla di quell’articolo: mi ha subito colpito il logo della lista. Ben disegnato, bei colori ma con una nota fortemente stonata: un decoro tricolore al centro. 

Il mio cuore di uomo del Sud non riesce più a tollerare sfregi del genere contro le nostre genti. E’ intollerabile che qualcuno usi ancora, in un comune del Sud e per un comune del Sud, il simbolo di ciò che è stato per noi una tragedia come segno di abbellimento (e di vanto). La memoria storica va conservata e rinfrescata in onore dei nostri avi che diedero la vita per la nostra terra, calpestati dall’invasore barbaro che nulla ci risparmiò in fatto di sofferenze. 

Pertanto se tollerò per forza di cose che le istituzioni espongano quei colori (legge) non tollero più tutti coloro i quali lo fanno senza essere costretti o peggio lo fanno pensando di fare cosa buona e giusta.

I nuovi amministratori nei comuni del Sud avranno l’obbligo morale di rinominare le piazze, le strade, i vicoli intitolati ai nostri carnefici e non quello di fregiarsi, senza motivo, del verde, del bianco e del rosso. 

Non conosco le persone che compongono quella lista: io ho visto solo il logo. E solo per quello li boicotterei alle urne!


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I 9 (nove) anni dell’infamia

 

La foto del parcheggio è di nove anni fa. Avete letto bene: nove anni. Vi invito ad osservare quella pubblicata poco tempo fa e notare le differenze.
La foto fu pubblicata esattamente il 9 agosto 2007 su di un blog nel quale alcuni cittadini (già stanchi allora) pubblicavano il loro sfogo. In coda a questo articolo vi lascio anche il link per andarlo a visitare ma qui vi incollo l’articolo che parlava del famoso parcheggio:

In foto trovate un’altra delle grandi opere realizzate per lo sviluppo della comunità: lo splendido parcheggio sito in sant’ilario marina . Forse. Visto che la prima casa dista dal parcheggio circa un chilometro. Quelle cose che vedete ai bordi del parcheggio non sono rifiuti abbandonati là dal primo passante ma turisti, si turisti, che ad agosto trovano molto confortevole parcheggiare lì “a due passi dalla spiaggia”. Forse è stato realizzato con i soldi della comunità europea in ogni caso sono stati soldi spesi bene indubbiamente visto l’aumento della qualità della vita (di chi l’ha realizzato) che ha prodotto. Complimenti all’amministrazione per l’ottimo stato in cui si trova il parcheggio adesso, la manutenzione non fa una piega e all’occhio tutto risulta gradevole. 

Nove anni dopo quel posto non è nella medesima condizione: è peggio! Ed i nostri amministratori continuano a riempire bocca e bacheche social di parole al vento.

In quel blog troverete anche testi riguardanti la vergogna della doppia lista Brizzi e Consorte: lo spettacolo della democrazia.

Ecco l’indirizzo dello storico blog: http://blog.libero.it/santilarioparla/

Ah, dimenticavo una curiosità: scrivevamo in tre. Si, scrivevamo. Uno dei tre ero io.

#querelami

 


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I nuovi Miserabili

 

Sottotitolo: inno alla propaganda più squallida.

Avrebbe dovuto esssere un bel gesto e tale sarebbe apparso se non fosse stata immediatamente così evidente la vera natura dello stesso: la propaganda.

L’ Amministrazione, insieme con la Pro Loco, (e qui già parte la domanda “Perché distinguete due entità composte dalle medesime persone?”) ha portato dei fiori sulle tombe del cimitero comunale concentrandosi giustamente sui defunti che ricevono meno visite. Il loro post inizia con un solenne “in sordina, per il doveroso rispetto dovuto al luogo”. Certo, in sordina. Il post include non una non due ma ben trentuno foto che ritraggono gli amministratori nel pieno del loro gesto nobile. Il post includeva numerosi tag di persone ed è stato condiviso militarmente dal primo cittadino all’ultimo dei consiglieri.

In sordina. Ed ovviamente senza spendere un soldo perché i fiori sono stati donati da un’azienda agricola locale. Ma si sa, essi non spendono i loro soldi per querelare le persone potendo attingere alle casse comunali per tali scopi figurarsi che tirano fuori un euro per due margherite.

In sordina. Nelle loro stesse foto si nota lo stato di abbandono totale di alcune tombe. Erba spontanea, sporcizia, lattine per terra. Basta guardare. E non si sono neanche degnati di sistemare i fiori nei contenitori: li hanno lasciati adagiati sul cemento. Forse avevano solo il tempo di scaricare i fiori, scattare trentuno foto e sciacquarsi le mani.
Lo scrivente riconosce la propaganda fine a se stessa. Le persone intorno a voi anche. L’ inutilità del vostro operato, però, non finirà mai di sorprenderci. Mi vien da pensare che, consci del crollo verticale della vostra popolarità, siate andati a prenotare qualche voto extra per il futuro. Lì, dove le persone sicuramente non possono purtroppo più contestarvi!

il Duca


cappuccetto1

Rispetta se vuoi essere rispettato

 

Il rispetto è uno dei valori sociali più alti. Lo è per il sottoscritto e dovrebbe esserlo per tutti. Il rispetto è difficile da definire a parole: esso si percepisce quando c’è da e verso di noi. Ad esempio una persona che mette a repentaglio la propria vita per salvarne un’altra merita il mio rispetto (e la mia ammirazione); uno sconosciuto che mi aiuta quando mi trovo in un momento di bisgono lontano da casa merita il mio rispetto (e la mia gratitudine). Ma il rispetto non lo si trova e non lo si vede solo negli scambi diretti, siano essi pratici od emozionali. Rispetto molte persone che non conosco direttamente: la loro fama spesso li precede. I loro atti sono degni di rispetto, le loro parole sono degne di rispetto.

Da molto tempo questo alto valore si è però miscelato con la paura e con il bisogno. Da qui sono nati il “rispetto” per il mafioso locale, il “rispetto” per le forze dell’ordine, il “rispetto” per il datore di lavoro.

Cosa vorresti fare? Non concedere il tuo rispetto a questi soggetti? Almeno quello finto, solo superficiale, deve esserci. Pena un sa co di guai. Il rispetto si è quindi deprezzato, si è corroso. Il vero rispetto è ormai segretamente celato nei cuori delle persone comuni.

Ed è per questo che nella società odierna non c’è più rispetto per una saggia persona anziana ma si rispetta il riccone del paese, un mafioso merita più rispetto di un padre di famiglia che lavora duramente ogni giorno per i suoi cari.

Il mio rispetto fino all’inchino è per le persone di buona coscienza, i saggi, gli illuminati, i fantasiosi, i creativi, i rivoluzionari, i poeti, gli artisti, gli anticonformisti.

Il mio rispetto NON è per i corrotti, i presuntuosi, gli arrivisti, i politici, i delinquenti, i falsi, gli sfruttatori del bisogno altrui ed i mezzi uomini.

E tu, tu che mi leggi, tu in particolare rientri in quasi tutte le ultime categorie. Io lo so, tu lo sai, la tua coscienza lo sa.

 


Il mistero dei 990 euro (ed alcune disgressioni) sul sito del comune

 

Cari lettori,

in riferimento ad un documento apparso sul sito ufficiale del comune di Sant’Ilario dello Ionio vi lascio alla visione di questo breve video.
Chiedo risposta pubblica all’amministrazione. (va bene anche in commento su questo articolo o su facebook)