Shaft. Pessimo modo per usare Samuel L. Jackson!

 

Questo stupido film dura circa un’ora e cinquanta minuti. A metà dell’opera ho schiacciato stop.

Banale, già vista e rivista storia in salsa commedia di un padre (investigatore dalle maniere molto atipiche) che ritrova suo figlio (lasciato quasi appena nato) ormai agente dell’FBI.

Non fa ridere, non fa piangere. Non serve a nulla. Robaccia per una prima visione su Netflix.

Ecco il trailer:

 


Too old to die young. (Prerecensione)

 

Più che una serie tv pare una visione.

È lento, lentissimo. Ma volutamente. Le inquadrature lunghe, a volte interminabili; primi piani infiniti. È quel lento di una intensità disarmante. Le musiche sono protagoniste, forse più delle espressioni facciali degli attori.

Se cercate una serie “diversa” l’avete trovata.

Ho appena finito di vedere la prima puntata (dura un’ora e mezza e mi pare di capire che anche le altre hanno la stessa durata). Un film praticamente.

Ma con i tempi del regista i classici 50 minuti sarebbero bastati per tre scene.

Assolutamente da vedere, eccovi il trailer (presente al momento di questo articolo solo in inglese ma la serie si trova in italiano)

 


Highwaymen: l’ultima imboscata. Recensione.

 

Ennesimo capitolo delle pellicole dedicate a Bonnie e Clyde.

Nonostante la presenza di due grandi nomi (Kevin Costner e Woody Harrelson) il film, che narra la storia dal punto di vista di chi si è dedicato alla cattura d3i due famosi fuorilegge, è uno dei peggiori mai visti. Lento, scontato, banale. A metà della visione volevo interrompere ma la noia che mi ha trasmesso mi ha impedito addirittura di abbandonare il divano per indirizzare la mia attenzione verso altro.

Se avete bisogno di un sonnifero dedicatevi pure alla visione.

Una stella.