Conte, Inter, tregua armata e Messi

 

Non voglio, oggi, parlare con la mia voce diretta né linkavi un mio video sull’argomento. Oggi invece parlerò con la voce di Ermes, amico e grande youtuber interista che vi illustrerà in pochissimo tempo gli errori di Conte nella stagione appena conclusa e parlerà anche di altro (come del possibile arrivo di Messi e quanto potrebbe essere utile o meno a medio termine)

Buona visione

 


Shameless: are u kidding me?

 

Sono stato di nuovo fortunato.

Come quando mi introdussero a Breaking Bad anche in questo caso la serie ha dietro le spalle una gran quantità di stagioni nel momento in cui clicco sul primo play. E anche in questo caso mi sono innamorato.

Qui di seguito quello che recita Wikipedia a riguardo.

South Side di Chicago. I Gallagher sono una famiglia povera e disfunzionale, composta dal padre Frank, alcolizzato e drogato, e dai sei figli. Frank non riesce a comportarsi da padre, tanto che passa la maggior parte del suo tempo nel bar di Kevin, compagno di Veronica, loro vicini di casa e molto amici della famiglia. È quindi Fiona, la più grande dei Gallagher, a sobbarcarsi il peso della famiglia fin dalla giovane età, anche se molto spesso è costretta a ricorrere a metodi non convenzionali per sbarcare il lunario e prendersi cura dei suoi fratelli.

In ordine di età nella famiglia abbiamo poi Lip, un adolescente dall’intelligenza acuta ma facile alle dipendenze e alle occasioni mancate; Ian un ragazzo confuso dalla sua omosessualità e con crolli psicologici; Debbie, una bambina intraprendente e testarda ma molto particolare; Carl, un ragazzino ribelle; e Liam, bambino di colore e il più piccolo della famiglia.

Come sempre le mie recensioni sono no spoiler. Io sono arrivato (nel momento in cui scrivo) alla quarta stagione. Sono un buongustaio in fatto di serie tv quindi vi chiedo di fidarvi di me ed immergervi nella visione. Posso però lasciarvi la sigla iniziale perché, secondo me, rende perfettamente l’idea di quello che vi aspetterà guardandola.

P.S. il sesso è onnipresente. In questa serie tv ci sta tutto (ed è anche piena di belle ragazze e bei ragazzi).


COD Mobile guida: Battle Royale (parte 1)

 

Se avete trovato questo articolo o siete appassionati di Call of Duty (in questo caso nella sua versione mobile) o siete seguaci del mio blog.

In entrambi i casi inizio col ribadirvi che COD mobile è il primo gioco del genere che mi prende così tanto in tutta la mia vita (il Duca è del 1973, tanto per capirci!).

Ma visto che dei miei interessi in questo articolo è inutile parlare passiamo direttamente al topic: la Battle Royale di Call of Duty Mobile.
In questo primo articolo vi illustrerò cos’è e qual è lo scopo del gioco.

Battle Royale è una delle tre modalità di gioco principali di Call of Duty Mobile. Scopo primario del gioco?  Sopravvivere!  Visto che siamo nel capitolo introduttivo userò poche parole per descriverlo (per lasciare poi spazio ad ogni momento del gioco nei prossimi).
Il gioco ha inizio con un lancio da un aereo su una mappa molto estesa. Sarete voi a scegliere quando lanciarvi. Come detto sopra lo scopo è quello di rimanere l’ultima squadra in vita: è un tutti contro tutti. Le squadre possono essere formate da quattro, due o una persona. È possibile dialogare in tempo reale con i compagni di squadra attraverso il microfono.
Si atterra senza alcuna arma e dispositivo di protezione e quindi la prima cosa da fare è cercare intorno a voi le armi, le munizioni, i giubbotti antiproiettile e quant’altro potrà servirvi nelle fasi del gioco.

C’è una “safe zone” di forma circolare sulla mappa ed è necessario rimanerci dentro: stare fuori dalla safe zone procura danno ogni secondo (danno che diventa sempre maggiore man mano che si va avanti nel gioco). Lo scopo della safe zone è quello di far incontrare, presto o tardi, gli ultimi sopravvissuti per gli scontri finali.
la safe zone quindi si restringerà ogni tot minuti.
Vince chi rimarrà per ultimo (da solo, in coppia o in squadra o parti di questa) ma arrivare nelle prime posizioni porterà comunque guadagno di punti per salire di grado.


Dovete assumere? Il colloquio fatelo su Call of Duty!

 

Potrà sembrare paradossale: un colloquio di lavoro su CoD? Ma siamo matti? No, non lo siamo.

Essendo un appassionato di questo gioco (in particolare COD mobile) ho a che fare con persone nuove che diventano miei compagni d’avventura ogni singolo giorno. Alcuni solo per una partita, altri diventano figure costantemente presenti nel tempo. Si gioca, come avrete capito, in team di due o quattro persone (anche se è prevista anche una modalità in singolo) e di conseguenza l’affiatamento del gruppo diventa parte fondamentale per raggiungere il traguardo: la vittoria. Ci si interfaccia attraverso il microfono quindi ci si parla durante il gioco: ci si danno indicazioni, si scherza, si avvisa.

Cosa c’entra tutto questo con un potenziale aspirante alla figura che ricerchiamo? Prima di tutto come dicevo ci si parla. Si ha quindi un modo del tutto informale di percepire come l’interlocutore si pone, che modo di parlare ha in una situazione che sarà per lui tutt’altro che pianificata, si avrà percezione immediata del livello della sua cultura generale, della sua padronanza linguistica, del suo controllo dello stress. Il gioco in squadra inoltre, specialmente dopo qualche partita insieme, mette in risalto chi ha doti di leadership, chi pensa al bene della squadra, chi è pronto a sacrificarsi per raggiungere l’obiettivo finale. Saranno attitudini così palesi che solo uno osservatore completamente sbadato non noterà.

Il mio team ideale è quello che mi copre le spalle quando sono in azione, mi chiede se ho bisogno di cure, mi chiede se ho necessità di un’arma o un accessorio di essa in particolare. Il mio team ideale mi aspetta se rimango indietro, mi segue se ho un’intuizione (anche se si rivelerà sbagliata e letale), mi fa i complimenti quando gioco una buona partita e mi incoraggia quando ne gioco una pessima.

Se un nemico mi abbatte ed il mio compagno di squadra pensa prima a raccattare oggetti di gioco per sé stesso e poi, se rimane tempo, a prestarmi soccorso sicuramente non è quello che cerco. Se non segue la strategia del gruppo non è quello che cerco. Anche se mi sta attaccato al culo e pende dalle mie labbra e dalle mie azioni non è quello che cerco.

Pensate ancora che valutare un aspirante su COD sia una pessima idea?

Meditate 😊