Il tricolore marchio di garanzia

Scorrendo le ultime notizie l’occhio oggi mi è caduto su Gerace. Per la precisione mi sono soffermato su un articolo che annunciava la nascita di una lista civica per le prossime elezioni amministrative di quel comune. 

Credo.

Dico credo perché non ho letto praticamente nulla di quell’articolo: mi ha subito colpito il logo della lista. Ben disegnato, bei colori ma con una nota fortemente stonata: un decoro tricolore al centro. 

Il mio cuore di uomo del Sud non riesce più a tollerare sfregi del genere contro le nostre genti. E’ intollerabile che qualcuno usi ancora, in un comune del Sud e per un comune del Sud, il simbolo di ciò che è stato per noi una tragedia come segno di abbellimento (e di vanto). La memoria storica va conservata e rinfrescata in onore dei nostri avi che diedero la vita per la nostra terra, calpestati dall’invasore barbaro che nulla ci risparmiò in fatto di sofferenze. 

Pertanto se tollerò per forza di cose che le istituzioni espongano quei colori (legge) non tollero più tutti coloro i quali lo fanno senza essere costretti o peggio lo fanno pensando di fare cosa buona e giusta.

I nuovi amministratori nei comuni del Sud avranno l’obbligo morale di rinominare le piazze, le strade, i vicoli intitolati ai nostri carnefici e non quello di fregiarsi, senza motivo, del verde, del bianco e del rosso. 

Non conosco le persone che compongono quella lista: io ho visto solo il logo. E solo per quello li boicotterei alle urne!

 

I nuovi Miserabili

Sottotitolo: inno alla propaganda più squallida.

Avrebbe dovuto esssere un bel gesto e tale sarebbe apparso se non fosse stata immediatamente così evidente la vera natura dello stesso: la propaganda.

L’ Amministrazione, insieme con la Pro Loco, (e qui già parte la domanda “Perché distinguete due entità composte dalle medesime persone?”) ha portato dei fiori sulle tombe del cimitero comunale concentrandosi giustamente sui defunti che ricevono meno visite. Il loro post inizia con un solenne “in sordina, per il doveroso rispetto dovuto al luogo”. Certo, in sordina. Il post include non una non due ma ben trentuno foto che ritraggono gli amministratori nel pieno del loro gesto nobile. Il post includeva numerosi tag di persone ed è stato condiviso militarmente dal primo cittadino all’ultimo dei consiglieri.

In sordina. Ed ovviamente senza spendere un soldo perché i fiori sono stati donati da un’azienda agricola locale. Ma si sa, essi non spendono i loro soldi per querelare le persone potendo attingere alle casse comunali per tali scopi figurarsi che tirano fuori un euro per due margherite.

In sordina. Nelle loro stesse foto si nota lo stato di abbandono totale di alcune tombe. Erba spontanea, sporcizia, lattine per terra. Basta guardare. E non si sono neanche degnati di sistemare i fiori nei contenitori: li hanno lasciati adagiati sul cemento. Forse avevano solo il tempo di scaricare i fiori, scattare trentuno foto e sciacquarsi le mani.
Lo scrivente riconosce la propaganda fine a se stessa. Le persone intorno a voi anche. L’ inutilità del vostro operato, però, non finirà mai di sorprenderci. Mi vien da pensare che, consci del crollo verticale della vostra popolarità, siate andati a prenotare qualche voto extra per il futuro. Lì, dove le persone sicuramente non possono purtroppo più contestarvi!

il Duca

 

Rispetta se vuoi essere rispettato

Il rispetto è uno dei valori sociali più alti. Lo è per il sottoscritto e dovrebbe esserlo per tutti. Il rispetto è difficile da definire a parole: esso si percepisce quando c’è da e verso di noi. Ad esempio una persona che mette a repentaglio la propria vita per salvarne un’altra merita il mio rispetto (e la mia ammirazione); uno sconosciuto che mi aiuta quando mi trovo in un momento di bisgono lontano da casa merita il mio rispetto (e la mia gratitudine). Ma il rispetto non lo si trova e non lo si vede solo negli scambi diretti, siano essi pratici od emozionali. Rispetto molte persone che non conosco direttamente: la loro fama spesso li precede. I loro atti sono degni di rispetto, le loro parole sono degne di rispetto.

Da molto tempo questo alto valore si è però miscelato con la paura e con il bisogno. Da qui sono nati il “rispetto” per il mafioso locale, il “rispetto” per le forze dell’ordine, il “rispetto” per il datore di lavoro.

Cosa vorresti fare? Non concedere il tuo rispetto a questi soggetti? Almeno quello finto, solo superficiale, deve esserci. Pena un sa co di guai. Il rispetto si è quindi deprezzato, si è corroso. Il vero rispetto è ormai segretamente celato nei cuori delle persone comuni.

Ed è per questo che nella società odierna non c’è più rispetto per una saggia persona anziana ma si rispetta il riccone del paese, un mafioso merita più rispetto di un padre di famiglia che lavora duramente ogni giorno per i suoi cari.

Il mio rispetto fino all’inchino è per le persone di buona coscienza, i saggi, gli illuminati, i fantasiosi, i creativi, i rivoluzionari, i poeti, gli artisti, gli anticonformisti.

Il mio rispetto NON è per i corrotti, i presuntuosi, gli arrivisti, i politici, i delinquenti, i falsi, gli sfruttatori del bisogno altrui ed i mezzi uomini.

E tu, tu che mi leggi, tu in particolare rientri in quasi tutte le ultime categorie. Io lo so, tu lo sai, la tua coscienza lo sa.

 

 

Il mistero dei 990 euro (ed alcune disgressioni) sul sito del comune

Cari lettori,

in riferimento ad un documento apparso sul sito ufficiale del comune di Sant’Ilario dello Ionio vi lascio alla visione di questo breve video.
Chiedo risposta pubblica all’amministrazione. (va bene anche in commento su questo articolo o su facebook)

 

 

Quando il lupo cattivo si traveste da cappuccetto rosso

L’ausilio di gente (mal) pagata. Tanto basta. Una testata online, una cartacea, una tv. Ne ho visti e sentiti talmente tanti di questi episodi nella mia vita che ormai quando leggo di un colpevole, certo o presunto, automaticamente lo considero quasi vittima; stessa cosa al contrario: la presunta vittima ai miei occhi diventa colpevole. Quasi per certo.
Mi informo però, prima di regalare a me stesso il giudizio definitivo.

Mi informo perché so che la maggior parte dei cosiddetti giornalisti lavora per un soldo e mezzo. Certe volte neanche per quello.
Sono stato a contatto, per un breve periodo, con una redazione di un quotidiano online. Li ho visti aprire le email con soggetto “Comunicato Stampa” e senza neanche leggerle pubblicarle direttamente online. Nessuna verifica, nessun controllo. Cercavano una foto su google attinente e via.. nomi di persone date in pasto all’opinione pubblica. Solo perché il proprietario della testata esigeva un tot di articoli minimi al giorno. Pena la fame!

E’ capitato anche a me per ben due volte di passare dallo status di “vittima” a quello di “colpevole” per mano della stampuccia di periferia quindi comprendo perfettamente il problema. Quello che mi pare sfugga a codesti professionisti della parola è che non solo infangano terze persone (o elevano persone che non lo meritano, a seconda dei casi!) ma stanno letteralmente distruggendo la loro professionalità e soprattutto quella dei loro colleghi seri, onesti, disinteressati.
Io in questo preciso istante invece di scrivere questo post potrei scriverne uno totalmente di fantasia. Potrei scrivere, per assurdo, che mi hanno appena incendiato l’automobile. Potrei fare allusioni più o meno velate sui responsabili e sui motivi di tale vil gesto. Potrei dire che sono intimorito e fortemente provato per l’accaduto. E potrei inviare questo post di fantasia a due, tre testate online locali.
Lo pubblicherebbero immediatamente. Fidatevi. Ed in poche ore diventerebbe virale. Ripreso da altre testate, condiviso su facebook e twitter, ecc, ecc, ecc.

Questo tipo di notizie fa ascolto, fa visualizzazioni sul sito. Le visualizzazioni fanno vendere più pubblicità. La pubblicità fa guadagnare. Fa guadagnare il proprietario del giornale. Punto.

E chi scrive?

Beh, chi pubblica articoli del genere nel medio termine verrà “sgamato”. La sua credibilità sarà pari a quella di cui godono due comari che chiacchierano sull’uscio delle loro porte di casa. Chi pubblica articoli di “fantasia” riceverà prima tante visite sul sito e tanti “like” sulla condivisione dello stesso sui social e poi probabilmente riceverà tante visite dalle forze dell’ordine.

 

Evitate di “sputtanarvi” sul nascere. Evitate di infangare la serietà dei vostri colleghi che di questo mestiere hanno fatto la loro ragione di vita.

Verificate chi è il cattivo e chi la vittima prima di pubblicare. Altrimenti il cattivo diventerete voi. In questi ultimi giorni non avete fatto altro che dipingere il carnefice come vittima e la vittima come carnefice. Se lo avete fatto per soldi, per ignoranza, per simpatia, per follia in ogni caso siete colpevoli. Forse più del carnefice stesso.

Vergognatevi.. e meditate!